L’anima del palcoscenico scolpita nel bronzo: la storia del Premio Pistoia Teatro
Pistoia si riscopre ancora una volta crocevia di eccellenza artistica attraverso le pagine di 𝑃𝑟𝑒𝑚𝑖𝑜 𝑃𝑖𝑠𝑡𝑜𝑖𝑎 𝑇𝑒𝑎𝑡𝑟𝑜. 𝐷𝑎𝑖 𝑟𝑖𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑉𝑖𝑣𝑎𝑟𝑒𝑙𝑙𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑛𝑎𝑠𝑐𝑖𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑟𝑒𝑚𝑖𝑜, a cura di Rachele Tuci. Il libro ci conduce in un viaggio a ritroso nel tempo, restituendo splendore a un riconoscimento che per decenni ha saputo intrecciare la magia della recitazione con la forza della grande scultura.
Tutto ha inizio nel 1970, quando il premio nasce come una costola del celebre “Premio Vallecorsi” (nato nel 1949 per onorare gli autori), con l’intento di celebrare finalmente i veri protagonisti della scena: gli attori e le attrici. Era il pubblico stesso a decretare i vincitori, scegliendoli tra gli interpreti più ammirati sui palcoscenici di Firenze e Prato. Ma a rendere questa iniziativa davvero inimitabile era il premio in sé: un busto in bronzo modellato dalle mani sapienti di Jorio Vivarelli.
Attraverso il racconto di diciannove storiche edizioni, il volume documenta come Vivarelli sia riuscito a immortalare miti del calibro di Eduardo De Filippo, Mariangela Melato, Tino Carraro e Rossella Falk. Nelle sue opere, la somiglianza fisica si fondeva con una profonda indagine psicologica, trasformando ogni busto in un pezzo unico di arte contemporanea.
Il libro non si limita però a celebrare il passato. Dopo la sospensione avvenuta nel 2002 a causa della malattia di Vivarelli, oggi la Fondazione Jorio Vivarelli ha deciso di riaccendere questa scintilla culturale. La sfida di proseguire la tradizione scultorea è stata raccolta da Gabriele Vicari, la cui prima opera è destinata a un ritorno emozionante: il busto per Ugo Pagliai. L’attore pistoiese, già designato vincitore all’inizio degli anni Duemila, riceve oggi quel riconoscimento che la storia aveva momentaneamente interrotto.𝑃𝑟𝑒𝑚𝑖𝑜 𝑃𝑖𝑠𝑡𝑜𝑖𝑎 𝑇𝑒𝑎𝑡𝑟𝑜 è dunque un prezioso atto di memoria collettiva. È la testimonianza di una città che non si è limitata a ospitare il teatro, ma lo ha trasformato in materia eterna, donando a Pistoia una luce culturale distintiva che oggi torna finalmente a brillare.

