Che cosa accade quando l’immagine smette di essere solo rappresentazione e diventa esperienza, flusso, superficie da attraversare? Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano. Preistoria delle nuove immagini, a cura di Lorenzo Madaro, affronta questa domanda tornando a uno snodo cruciale della storia dell’arte italiana e occidentale: gli anni Sessanta e Settanta.
In un’epoca segnata dall’irruzione della televisione nel quotidiano, dall’accelerazione dei media e da una nuova percezione del reale, Pistoletto e Schifano elaborano due risposte radicali e divergenti allo stesso problema: come guardiamo le immagini e come le immagini guardano noi.
Michelangelo Pistoletto sovverte il rapporto tradizionale tra opera e spettatore attraverso i celebri Quadri specchianti: superfici riflettenti che inglobano il reale, trasformando chi guarda in parte attiva dell’opera. Lo spazio dell’arte diventa così una soglia, un varco tra rappresentazione e vita, anticipando questioni centrali dell’Arte Povera e consacrando Pistoletto sulla scena internazionale.
Mario Schifano, parallelamente, elegge lo schermo televisivo a nuova musa. Le immagini trasmesse diventano materia pittorica: tele emulsionate, smalti, interferenze visive. Schifano non riproduce il mondo, ma intercetta il suo flusso mediatico, inaugurando un linguaggio che rompe con la pittura tradizionale e prefigura l’estetica dell’immagine contemporanea.
Il dialogo tra queste due esperienze non è solo storico, ma profondamente attuale. Il volume propone una vera e propria genealogia delle immagini contemporanee, mostrando come molte delle questioni che oggi attraversano il digitale, i social media e la sovrapproduzione visiva abbiano le loro radici in quelle sperimentazioni pionieristiche.
Curato da Lorenzo Madaro, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano. Preistoria delle nuove immagini accompagna il lettore in una riflessione accessibile ma rigorosa, capace di tenere insieme storia dell’arte, teoria dell’immagine e cultura visiva.
Il volume è stato realizzato in occasione della mostra omonima inaugurata nel settembre 2025 presso Sangallo Fine Art di Vasto.