Sophie Ko – Luca Pozzi | Time Gravity nasce come una passeggiata lenta dentro il tempo, un modo per osservare come l’arte possa incidere sulla percezione dei luoghi e, allo stesso tempo, lasciarsi trasformare da essi. Il volume, a cura di Giada Rodani e Jade Vlietstra, accompagna la seconda edizione della biennale che si svolge tra due luoghi iconici della Toscana: la Cappella di San Michele Arcangelo a Semifonte e l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti.
Il tema centrale è il tempo inteso come ritmo dell’universo e ciclo naturale, come accumulo e dissoluzione. Attorno a questa idea si articolano gli interventi site-specific di Sophie Ko e Luca Pozzi, che affrontano la temporalità attraverso linguaggi differenti ma complementari.
Ko lavora con materiali destinati a trasformarsi: cenere, pigmenti, stratificazioni fragili. Nelle sue opere, ciò che resta e ciò che svanisce compongono una narrazione instabile, dal firmamento di cenere nell’altare di Semifonte alle Geografie temporali, che sembrano trattenere frammenti di cieli passati.
Pozzi porta invece nel progetto l’immaginario della fisica contemporanea: sculture ispirate ai rivelatori del CERN, sfere sospese e “uova” capaci di registrare particelle cosmiche intercettate all’Osservatorio. Forme che rendono visibili fenomeni normalmente impercettibili, trasformando lo spazio in un campo di forze speculative.
Time Gravity non si limita a documentare le opere ma racconta come esse prendono forma nei luoghi, come instaurano un dialogo con la memoria di Semifonte e con lo sguardo verso il cosmo dell’Osservatorio. Offre così uno sguardo ampio e coinvolgente su un’esperienza artistica che non separa mai passato e futuro, ma li lascia convivere in un’unica continuità. È un invito a leggere il tempo attraverso le opere, a percepire il territorio come un luogo vivo e in trasformazione, capace di rivelare nuove prospettive a chi lo attraversa.